venerdì 18 gennaio 2019

"Scorze e Pennelli": Corso di Pittura Botanica in Monastero


Per dipingere gli Agrumi, scoprendone l'eleganza delle forme, la storia radicata nel mito e, ad ogni pennellata, la luminosità e il profumo...


Per informazioni si prega di scrivere a:



giovedì 27 settembre 2018

Le "Grandes Heures" di Anna di Bretagna


Preziosi gioielli della miniatura medievale e rinascimentale, i Libri d'Ore hanno accompagnato per secoli la preghiera di personaggi illustri, principi e principesse regnanti d'Europa, scandendone le giornate al ritmo della Liturgia delle Ore.
Tratti dal breviario e mai considerati libri liturgici, i Livres d'Heures, Libros de Horas, Book of Hours, erano essenzialmente costituiti, in principio, dal Salterio, la raccolta di 150 salmi composti dal re David, orazioni da recitare durante la settimana, secondo la scansione delle ore canoniche. 
Nel corso del XV secolo, periodo del loro massimo splendore e maggiore diffusione, i Libri d'Ore si arricchirono del Calendario, dell'Ufficio della Vergine, delle Litanie e dell'Ufficio dei Defunti.

Elaborate e raffinatissime, le immagini di questi libri di preghiere costituivano autentici capolavori, scaturiti spesso dal genio di artisti famosi. Splendide scene bibliche, dipinte con grande ricercatezza cromatica e con dovizia di dettagli, giorno per giorno, ora per ora, fornivano un prezioso sostegno al devoto esercizio dell'orazione privata.


La regina Anna di Bretagna

Molto diffusi nelle corti lombarde e francesi, così come in quelle inglesi e fiamminghe, gli esemplari di Libri d'Ore scritti e dipinti a mano a noi pervenuti sono numerosi. Fra i più suggestivi si conserva quello della regina Anna di Bretagna (1477-1514), capolavoro dell'arte miniatoria francese, creato fra il 1503 e il 1508 e caratterizzato oltre che da un apparato illustrativo di altissima qualità, anche da un ricco dispiegarsi di immagini botaniche, realizzate con straordinaria sensibilità naturalistica. 
Anna di Bretagna, che fu due volte regina perché sposa di Carlo VIII prima e di Luigi XII poi, morì a soli 37 anni, ma, nonostante la sua breve esistenza, lasciò di sé un ricordo imperituro, anche grazie ai tre Libri d'Ore che le appartennero.


Il re David

La Natività del Signore

Lamentazione sul Cristo morto

L'autore delle Grandes Heures d'Anne de Bretagne, il pittore e miniatore Jean Bourdichon (Tours 1457- ivi 1521), dipinse magistralmente per quest'opera, oltre alle 50 e più immagini di santi e di episodi biblici a tutta pagina, anche delle vere e proprie tavole botaniche poste a margine delle pagine di testo, realizzando così, all'interno di un'opera squisitamente spirituale, un autentico trattato di botanica. Anna di Bretagna oltre che donna pia, era infatti, appassionata di giardini e, come dimostra la sua biblioteca, interessata a studi scientifici, in particolare naturalistici e botanici. Dunque, questo libro d'ore parla di lei, attraverso i secoli, in modo intimo e profondo.




Fra le oltre 330 immagini di piante, recanti ognuna il nome latino e volgare e popolate da numerosi insetti e piccole creature, ve ne sono alcune dedicate alla Rosa, alle Rosaceae e all'Arancio. Le propongo in queste pagine dedicate a Lei, la regina dei giardini di ogni tempo e ai frutti delle Esperidi, certa d'incontrare il favore di lettrici e lettori.
A.T.

Le Horae ad usum Romanum, dette "Grandes Heures d'Anne de Bretagne" sono attualmente conservate presso la Bibliothèque Nationale de France. 
Per la consultazione on line dell'opera rimando al link:
https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b52500984v/f1.item


Rose Alba e Rose di Provins

Rosa eglantina

Gigli e Rose di Provins

Pruno

Cinorrodi di Rosa eglantina

Rami di Ciliegio

Arancio amaro 



giovedì 20 settembre 2018

"Fiori, Frutti, Kosmos"

Nella quiete degli spazi monastici della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere si è inaugurato lo scorso 15 settembre il Corso di Pittura Botanica "Fiori, Frutti, Kosmos", dedicato alle piante bibliche coltivate nel chiostro medievale del Monastero. 






Primo tema del Corso è stato il Ficus carica L., pianta ricca di significati simbolici e dotata di straordinaria bellezza. 
Fonte perenne d'ispirazione per gli artisti, il Fico rimanda allo scritto veterotestamentario della Genesi, in cui i nostri comuni antenati, Adamo ed Eva, si cibarono dell'albero del bene e del male...


Albero di Fico dalla "Casa del Frutteto",  Pompei, I sec. dC.


"Il Peccato Originale". Lorenzo Maitani, inizi del XIV secolo.



Osservate con viva attenzione, le belle foglie palmate del Fico, insieme con i siconi verdi o bruni, sono diventate un formidabile soggetto su cui esercitare la mente e la mano, immersi in un'atmosfera di grande concentrazione ed entusiasmo.
Arrivederci alla seconda lezione del 22 settembre, dedicata ancora a questo affascinante tema!







Ricordiamo le lezioni di spiritualità che verranno tenute nel mese di novembre da Mons. Crispino Valenziano, per coloro che desiderino approfondire la conoscenza delle piante bibliche anche nei loro molteplici significati simbolici.


Ficus carica 'dall'Osso'. Pomona Italiana. Giorgio Gallesio (1817-1839)

venerdì 10 agosto 2018

Tornando a Raoul Dufy e alle sue Rose


Se nell'ambito del Fauvismo Raoul Dufy ha dato vita ad opere di grande originalità e freschezza, utilizzando efficacemente il suo talento grafico e coloristico, con uguale maestria egli ha operato come disegnatore tessile, rivoluzionando fra il 1909 e il 1930 la produzione di stoffe per la moda e per l'arredamento. 
Dopo l'incontro con Matisse che lo introdurrà al Fauvismo, sarà lo stilista Paul Poiret a segnare per Dufy un nuovo percorso creativo, offrendo all'artista la possibilità di far emergere il proprio genio nel campo della decorazione tessile. In seguito, la ditta "Bianchini et Férier", attratta dalle innovative creazioni di Dufy, si assicurerà con un contratto l'esclusività della sua opera.


Raoul Dufy, "Rose", 1920 ca., gouache su carta (originale)

Nelle composizioni seriali dell'artista come in quelle più libere e meno strutturate, il motivo della Rosa ricorre frequentemente. Nelle soluzioni più prossime al decorativismo classico, la regina dei fiori è sempre interpretata da Dufy con sottile e divertita ironia, fino a simulare, con il mezzo grafico del punto-tratto, i tessuti in pizzo di vecchia memoria. 
Altrove la rosa è investita dai più vividi e solari colori Fauve, divenendo protagonista di decorazioni tessili di assoluta avanguardia. 
A.T.


Raoul Dufy, Rose verdi con fiocchi blu

Raoul Dufy, Cornucopie grigie e rose

Raoul Dufy, "Roses per Baboin"

Raoul Dufy, "Feuillages et roses en pointilles",
 gouache, matite e matite colorate

Raoul Dufy, "Roses sur striés noires"

Raoul Dufy, "Parterre de Fleurs et de Feuilles", 1920 ca.

Raoul Dufy, "Roses", stampa su cotone, 1929

Raoul Dufy, "Roses Sauvages"


Raoul Dufy, "Roses noires sur fond beige".


martedì 7 agosto 2018

Le Rose di Raoul Dufy

Ragazzo povero costretto a lavorare per vivere, ma dotato di grande talento, Raoul Dufy è considerato un artista tra i più originali e versatili del XX secolo.
Nato a Le Havre nel 1877, studente lavoratore dall'età di quattordici anni, dopo aver frequentato l'Ecole de Beaux-Arts della sua città natale, nel 1901 riesce a recarsi a Parigi grazie ad una modesta borsa di studio e lì, sotto la guida del Maestro P. Bonnat, si dedica alla pittura impressionista. Venuto a contatto con il colorismo di Matisse, Raoul Dufy ne rimane folgorato, divenendo uno dei più brillanti pittori del movimento Fauvista.


Raoul Dufy, "Trente Ans ou la Vie en Rose"

Oltre al forte senso del colore che lo porta a prediligere tinte squillanti, Dufy trova nell'eleganza dei grafismi, sovrapposti alle macchie cromatiche, la cifra più caratteristica della sua arte. Linee e colori interagiscono sulla tela, traendo forza le une dagli altri e realizzando una sintesi ricca di gioiosa vitalità, leggerezza e dinamismo.


Raoul Dufy, "House and Garden", 1915

Tra le molte specie di fiori dipinte da Dufy, spiccano per bellezza le Rose, talvolta in fiori solitari, più spesso composte in mazzi variopinti e vibranti di vita.

Raoul Dufy

Raoul Dufy, "Roses dans un Vase", 1941

Raoul Dufy

Sperimentando tecniche e materiali alla ricerca di soluzioni innovative anche nell'ambito della scenografia e delle arti decorative, Dufy crea disegni di stoffe e arazzi dove ricorre il motivo della Rosa, sovente in forma seriale.
A.T.


Raoul Dufy, "Roses", stampa su cotone, 1929

Bibliografia:
-P. Courthion, R. Dufy, Ginevra 1951
-J. Lassaigne, Dufy, Ginevra, 1954
-Raoul Dufy, Maximilien Gauthier, Ed. Flammarion, 1966
-Dufy, A. Werner, Ars Mundi, 1990
-Les couleurs du bonheur, Rudy Ricciotti, Ed. Silvana, 2017


domenica 5 agosto 2018

LABORART, "Petali e Pennelli", Corso di Acquerello Botanico in Monastero.

Ecco alcune delle foto del Corso di Disegno e Acquerello Botanico che ho tenuto nei passati mesi di maggio e giugno 2018 presso Laborart, il laboratorio dell'antico Monastero Benedettino di S. Cecilia, in Roma. 
Ricordo l'esperienza di "Petali e pennelli" come bella e appassionante per me, docente del corso e per i numerosi allievi, tutti partecipi e impegnati a fondo nell'arte dell'osservare e ritrarre le piante!
(Fotografie di Ilaria Miani)




 







LABORART, Corso di Acquerello Botanico al Monastero di S. Cecilia, in Trastevere.


Dal prossimo 15 settembre 2018 inizierà il corso di Acquerello Botanico "Fiori, Frutti, Kosmos", per dipingere le piante bibliche coltivate nel chiostro del Monastero Benedettino di Santa Cecilia, in Trastevere: Fico, Melograno, Ulivo e Palma
il Corso, composto da sette lezioni di cinque ore ciascuna, saranno tenute da Aurora Tazza presso il laboratorio d'arte del Monastero "Laborart". 
Chi desidera, potrà approfondire questi temi anche da un punto di vista spirituale, seguendo le relative lezioni di Mons. Crispino Valenziano.

Le lezioni sono aperte a tutti ed è possibile scegliere anche uno o più temi fra quelli proposti.
Le iscrizioni sono già aperte e devono essere effettuate presso il Monastero di S. Cecilia. Si chiuderanno l'8 settembre.

Per ulteriori informazioni scrivere a:
laborart@benedettinesantacecilia.it
aura.tazza@gmail.com





giovedì 20 ottobre 2016

Disegnamo insieme, con carte, gomme e matite, al Museo della Grafica di Pisa


Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, di Pisa, organizza una serie di cinque lezioni, a cura di Aurora Tazza, sul disegno a mano libera. Durante gli incontri si farà esperienza di alcune tecniche grafiche, quali la grafite, la sanguigna e la seppia e dei processi creativi loro propri.
Le lezioni si svolgeranno il 24-25 novembre
e il 15-16 dicembre 2016, il 16-17 febbraio,
il 16-17 marzo e il 20-21 aprile 2017.
Ore 14:00-18:00/09:30-13:30.
 
Il Corso è aperto a tutti.
 
Per informazioni si prega di contattare i numeri:
050 2216067/062.
Prenotazioni, fino ad esaurimento posti,
al numero sopra indicato o per e.mail:
entro le ore 14:00 del 07/11/2016
 



lunedì 9 maggio 2016

Dipingere Rose ad acquerello al Museo della Grafica di Pisa

Come annunciato lo scorso 4 aprile, dopo le esercitazioni sulla pittura di fiori e frutti viola, svolte nel generale entusiasmo dei partecipanti, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, a Pisa, propone un nuovo seminario, sempre a cura di Aurora Tazza, in uno o due appuntamenti, dedicato alla pittura ad acquerello della Rosa. 
Gli appassionati di questo magnifico fiore potranno imparare a dipingerne petali e corolle e, in particolare, quelle dai toni caldi e dalle delicate sfumature rosa e albicocca.





 
Data: giovedì-venerdì 9-20 maggio 2016.
Orario: 14:00-18:00 / 09:30-13:30.
Il costo del seminario è diversificato per ore di frequenza: 120,00 euro (8 ore di frequenza); 60,00 euro(4 ore di frequenza).
La partecipazione è su prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Le prenotazioni saranno accettate per posta elettronica all'indirizzo: museodellagrafica@adm.unip.it
o telefonando ai numeri 050 2216067/062 entro le ore 14 del 17 maggio 2016.

domenica 17 aprile 2016

"Maria Merian's Butterflies", Buckingham Palace

https://www.royalcollection.org.uk/exhibitions/qgbp/maria-merians-butterflies

"In gioventù mi dedicai a ricercare insetti: cominciai con i bachi da seta nella mia città natale di Francoforte. Osservai poi che essi, come altri bruchi, si trasformavano in belle farfalle notturne e diurne. Questo mi spinse a raccogliere tutti i bruchi che potevo trovare per osservarne la trasformazione. Ma, per disegnarli e descriverli dal vero con tutti i loro colori, ho voluto esercitarmi anche nell'arte della pittura."

Con queste parole illuminanti si apre l'opera "Metamorphosis Insectorum Surinamensium" dell'artista tedesca e celebre entomologa, Maria Sibylla Merian, le cui tavole dedicate alle farfalle e al loro ciclo vitale, acquistate da Giorgio III e conservate nella Royal Collection, sono in mostra dal 15 aprile 2016 presso la Queen's Gallery, a Buckingham Palace.
Frutto degli studi e delle attente osservazioni che la Merian condusse dal vivo sugli insetti del Suriname, regione dell'America meridionale dove giunse, con sua figlia, nel 1699, le opere in mostra a Buckingham Palace costituiscono dei capisaldi non solo della storia dell'illustrazione naturalistica, ma anche di quella della stessa scienza entomologica, inaugurando una nuova visione del mondo degli insetti e delle loro straordinarie metamorfosi, libera da pregiudizi e dai retaggi dell'antico pensiero aristotelico:

"(...). In quelle collezioni (olandesi) avevo trovato anche innumerevoli altri insetti, ma se dopo tutto la loro origine e riproduzione è sconosciuta, bisogna chiedersi come si trasformino a partire dai bruchi in crisalide e così di seguito. Tutto questo mi ha finalmente spinta a intraprendere un grande viaggio, da me lungamente desiderato, e a partire per il Suriname."

La mostra Maria Merian's Butterflies è visitabile fino al 9 ottobre 2016.

In questo blog: Maria Sibylla Merian (post del 9 febbraio 2013)

M. S. Merian
Pachystachys coccinea e stadi evolutivi
della farfalla Caligo idomeneus (1702-03)
(tav. 60, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache con contorni lievemente incisi
su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016



M. S. Merian
Erythrina fusca e stadi evolutivi
della falena Arsenura armida (1702-03)
(tav. 11, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache con gomma arabica su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016


M. S. Merian
Manihot esculenta e stadi evolutivi
della farfalla Anartia jatrophae e
Tupinambis nigropunctatus (1702-03)
(tav. 4, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache, con contorni lievemente incisi
su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016