giovedì 20 settembre 2018

"Fiori, Frutti, Kosmos"

Nella quiete degli spazi monastici della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere si è inaugurato lo scorso 15 settembre il Corso di Pittura Botanica "Fiori, Frutti, Kosmos", dedicato alle piante bibliche coltivate nel chiostro medievale del Monastero. 






Primo tema del Corso è stato il Ficus carica L., pianta ricca di significati simbolici e dotata di straordinaria bellezza. 
Fonte perenne d'ispirazione per gli artisti, il Fico rimanda allo scritto veterotestamentario della Genesi, in cui i nostri comuni antenati, Adamo ed Eva, si cibarono dell'albero del bene e del male...


Albero di Fico dalla "Casa del Frutteto",  Pompei, I sec. dC.


"Il Peccato Originale". Lorenzo Maitani, inizi del XIV secolo.



Osservate con viva attenzione, le belle foglie palmate del Fico, insieme con i siconi verdi o bruni, sono diventate un formidabile soggetto su cui esercitare la mente e la mano, immersi in un'atmosfera di grande concentrazione ed entusiasmo.
Arrivederci alla seconda lezione del 22 settembre, dedicata ancora a questo affascinante tema!







Ricordiamo le lezioni di spiritualità che verranno tenute nel mese di novembre da Mons. Crispino Valenziano, per coloro che desiderino approfondire la conoscenza delle piante bibliche anche nei loro molteplici significati simbolici.


Ficus carica 'dall'Osso'. Pomona Italiana. Giorgio Gallesio (1817-1839)

venerdì 10 agosto 2018

Tornando a Raoul Dufy e alle sue Rose


Se nell'ambito del Fauvismo Raoul Dufy ha dato vita ad opere di grande originalità e freschezza, utilizzando efficacemente il suo talento grafico e coloristico, con uguale maestria egli ha operato come disegnatore tessile, rivoluzionando fra il 1909 e il 1930 la produzione di stoffe per la moda e per l'arredamento. 
Dopo l'incontro con Matisse che lo introdurrà al Fauvismo, sarà lo stilista Paul Poiret a segnare per Dufy un nuovo percorso creativo, offrendo all'artista la possibilità di far emergere il proprio genio nel campo della decorazione tessile. In seguito, la ditta "Bianchini et Férier", attratta dalle innovative creazioni di Dufy, si assicurerà con un contratto l'esclusività della sua opera.


Raoul Dufy, "Rose", 1920 ca., gouache su carta (originale)

Nelle composizioni seriali dell'artista come in quelle più libere e meno strutturate, il motivo della Rosa ricorre frequentemente; nelle soluzioni più prossime al decorativismo classico, la regina dei fiori è sempre interpretata da Dufy con sottile e divertita ironia, fino a simulare, con il mezzo grafico del punto-tratto, i tessuti in pizzo di vecchia memoria. 
Altrove la rosa è investita dai più vividi e solari colori Fauve, divenendo protagonista di decorazioni tessili di assoluta avanguardia. 


Raoul Dufy, Rose verdi con fiocchi blu

Raoul Dufy, Cornucopie grigie e rose

Raoul Dufy, "Roses per Baboin"

Raoul Dufy, "Feuillages et roses en pointilles",
 gouache, matite e matite colorate

Raoul Dufy, "Roses sur striés noires"

Raoul Dufy, "Parterre de Fleurs et de Feuilles", 1920 ca.

Raoul Dufy, "Roses", stampa su cotone, 1929

Raoul Dufy, "Roses Sauvages"


Raoul Dufy, "Roses noires sur fond beige".


martedì 7 agosto 2018

Le Rose di Raoul Dufy

Ragazzo povero costretto a lavorare per vivere, ma dotato di grande talento, Raoul Dufy è considerato un artista tra i più originali e versatili del XX secolo.
Nato a Le Havre nel 1877, studente lavoratore dall'età di quattordici anni, dopo aver frequentato l'Ecole de Beaux-Arts della sua città natale, nel 1901 riesce a recarsi a Parigi grazie ad una modesta borsa di studio e lì, sotto la guida del Maestro P. Bonnat, si dedica alla pittura impressionista. Venuto a contatto con il colorismo di Matisse, Raoul Dufy ne rimane folgorato, divenendo uno dei più brillanti pittori del movimento Fauvista.


Raoul Dufy, "Trente Ans ou la Vie en Rose"

Oltre al forte senso del colore che lo porta a prediligere tinte squillanti, Dufy trova nell'eleganza dei grafismi, sovrapposti alle macchie cromatiche, la cifra più caratteristica della sua arte. Linee e colori interagiscono sulla tela, traendo forza le une dagli altri e realizzando una sintesi ricca di gioiosa vitalità, leggerezza e dinamismo.


Raoul Dufy, "House and Garden", 1915

Tra le molte specie di fiori dipinte da Dufy, spiccano per bellezza le Rose, talvolta in fiori solitari, più spesso composte in mazzi variopinti e vibranti di vita.

Raoul Dufy

Raoul Dufy, "Roses dans un Vase", 1941

Raoul Dufy

Sperimentando tecniche e materiali alla ricerca di soluzioni innovative anche nell'ambito della scenografia e delle arti decorative, Dufy crea disegni di stoffe e arazzi dove ricorre il motivo della Rosa, sovente in forma seriale.


Raoul Dufy, "Roses", stampa su cotone, 1929

Bibliografia:
-P. Courthion, R. Dufy, Ginevra 1951
-J. Lassaigne, Dufy, Ginevra, 1954
-Raoul Dufy, Maximilien Gauthier, Ed. Flammarion, 1966
-Dufy, A. Werner, Ars Mundi, 1990
-Les couleurs du bonheur, Rudy Ricciotti, Ed. Silvana, 2017


domenica 5 agosto 2018

LABORART, "Petali e Pennelli", Corso di Acquerello Botanico in Monastero.

Ecco alcune delle foto del Corso di Disegno e Acquerello Botanico che ho tenuto nei passati mesi di maggio e giugno 2018 presso Laborart, il laboratorio dell'antico Monastero Benedettino di S. Cecilia, in Roma. 
Ricordo l'esperienza di "Petali e pennelli" come bella e appassionante per me, docente del corso e per i numerosi allievi, tutti partecipi e impegnati a fondo nell'arte dell'osservare e ritrarre le piante!
(Fotografie di Ilaria Miani)




 







LABORART, Corso di Acquerello Botanico al Monastero di S. Cecilia, in Trastevere.


Dal prossimo 15 settembre 2018 inizierà il corso di Acquerello Botanico "Fiori, Frutti, Kosmos", per dipingere le piante bibliche coltivate nel chiostro del Monastero Benedettino di Santa Cecilia, in Trastevere: Fico, Melograno, Ulivo e Palma
il Corso, composto da sette lezioni di cinque ore ciascuna, saranno tenute da Aurora Tazza presso il laboratorio d'arte del Monastero "Laborart". 
Chi desidera, potrà approfondire questi temi anche da un punto di vista spirituale, seguendo le relative lezioni di Mons. Crispino Valenziano.

Le lezioni sono aperte a tutti ed è possibile scegliere anche uno o più temi fra quelli proposti.
Le iscrizioni sono già aperte e devono essere effettuate presso il Monastero di S. Cecilia. Si chiuderanno l'8 settembre.

Per ulteriori informazioni scrivere a:
laborart@benedettinesantacecilia.it
aura.tazza@gmail.com




giovedì 20 ottobre 2016

Disegnamo insieme, con carte, gomme e matite, al Museo della Grafica di Pisa


Il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, di Pisa, organizza una serie di cinque lezioni, a cura di Aurora Tazza, sul disegno a mano libera. Durante gli incontri si farà esperienza di alcune tecniche grafiche, quali la grafite, la sanguigna e la seppia e dei processi creativi loro propri.
Le lezioni si svolgeranno il 24-25 novembre
e il 15-16 dicembre 2016, il 16-17 febbraio,
il 16-17 marzo e il 20-21 aprile 2017.
Ore 14:00-18:00/09:30-13:30.
 
Il Corso è aperto a tutti.
 
Per informazioni si prega di contattare i numeri:
050 2216067/062.
Prenotazioni, fino ad esaurimento posti,
al numero sopra indicato o per e.mail:
entro le ore 14:00 del 07/11/2016
 



lunedì 9 maggio 2016

Dipingere Rose ad acquerello al Museo della Grafica di Pisa

Come annunciato lo scorso 4 aprile, dopo le esercitazioni sulla pittura di fiori e frutti viola, svolte nel generale entusiasmo dei partecipanti, il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, a Pisa, propone un nuovo seminario, sempre a cura di Aurora Tazza, in uno o due appuntamenti, dedicato alla pittura ad acquerello della Rosa. 
Gli appassionati di questo magnifico fiore potranno imparare a dipingerne petali e corolle e, in particolare, quelle dai toni caldi e dalle delicate sfumature rosa e albicocca.





 
Data: giovedì-venerdì 9-20 maggio 2016.
Orario: 14:00-18:00 / 09:30-13:30.
Il costo del seminario è diversificato per ore di frequenza: 120,00 euro (8 ore di frequenza); 60,00 euro(4 ore di frequenza).
La partecipazione è su prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Le prenotazioni saranno accettate per posta elettronica all'indirizzo: museodellagrafica@adm.unip.it
o telefonando ai numeri 050 2216067/062 entro le ore 14 del 17 maggio 2016.

domenica 17 aprile 2016

"Maria Merian's Butterflies", Buckingham Palace

https://www.royalcollection.org.uk/exhibitions/qgbp/maria-merians-butterflies

"In gioventù mi dedicai a ricercare insetti: cominciai con i bachi da seta nella mia città natale di Francoforte. Osservai poi che essi, come altri bruchi, si trasformavano in belle farfalle notturne e diurne. Questo mi spinse a raccogliere tutti i bruchi che potevo trovare per osservarne la trasformazione. Ma, per disegnarli e descriverli dal vero con tutti i loro colori, ho voluto esercitarmi anche nell'arte della pittura."

Con queste parole illuminanti si apre l'opera "Metamorphosis Insectorum Surinamensium" dell'artista tedesca e celebre entomologa, Maria Sibylla Merian, le cui tavole dedicate alle farfalle e al loro ciclo vitale, acquistate da Giorgio III e conservate nella Royal Collection, sono in mostra dal 15 aprile 2016 presso la Queen's Gallery, a Buckingham Palace.
Frutto degli studi e delle attente osservazioni che la Merian condusse dal vivo sugli insetti del Suriname, regione dell'America meridionale dove giunse, con sua figlia, nel 1699, le opere in mostra a Buckingham Palace costituiscono dei capisaldi non solo della storia dell'illustrazione naturalistica, ma anche di quella della stessa scienza   entomologica, inaugurando una nuova visione del mondo degli insetti e delle loro straordinarie metamorfosi, libera da pregiudizi e dai retaggi dell'antico pensiero aristotelico:

"(...). In quelle collezioni (olandesi) avevo trovato anche innumerevoli altri insetti, ma se dopo tutto la loro origine e riproduzione è sconosciuta, bisogna chiedersi come si trasformino a partire dai bruchi in crisalide e così di seguito. Tutto questo mi ha finalmente spinta a intraprendere un grande viaggio, da me lungamente desiderato, e a partire per il Suriname."

La mostra Maria Merian's Butterflies è visitabile fino al 9 ottobre 2016.

In questo blog: Maria Sibylla Merian (post del 9 febbraio 2013)

M. S. Merian
Pachystachys coccinea e stadi evolutivi
della farfalla Caligo idomeneus (1702-03)
(tav. 60, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache con contorni lievemente incisi
su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016



M. S. Merian
Erythrina fusca e stadi evolutivi
della falena Arsenura armida (1702-03)
(tav. 11, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache con gomma arabica su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016


M. S. Merian
Manihot esculenta e stadi evolutivi
della farfalla Anartia jatrophae e
Tupinambis nigropunctatus (1702-03)
(tav. 4, Metamorphosis Insectorum Surinamensium).
Acquerello e gouache, con contorni lievemente incisi
su pergamena.

Royal Collection Trust/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016


lunedì 4 aprile 2016

A Pisa, due seminari di Acquerello Botanico a Palazzo Lanfranchi


Una primavera all'insegna dei fiori viola e delle rose al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi, a Pisa.
Per gli appassionati di pittura botanica il Museo organizza due seminari a cura di Aurora Tazza: 

"Il colore Viola, un secondario di primaria importanza", il 14 e 15 aprile 2016 e "Dall'oro al carminio, passando per l'arancio: tutti i colori dei petali di rosa", il 19 e 20 maggio.

Il ritratto di fiori (e frutti) viola, sarà il tema del laboratorio di aprile, con interessanti incursioni nel giallo, complementare del viola.
A maggio sarà la volta, invece, delle rose nei loro colori più caldi e seducenti, iniziando dalla pittura dei petali, fino ad affrontare quella delle corolle, dalle più semplici, alle più complicate...




lunedì 28 marzo 2016

Dalle Rose ai Rosoni. L'ornatissimo Manuale di Carlo Antonini architetto

Tavole pregevoli quelle di Carlo Antonini (1740-1821), architetto e incisore presso la Camera Apostolica, raffiguranti rosoni tratti dai monumenti più noti dell'antichità romana. Una serie di incisioni di rose architettoniche, raccolte nel primo volume del "Manuale di Varj Ornamenti per uso e commodo de' Pittori, Scultori, Architetti..." e composte secondo elaborate simmetrie radiali, cicliche o loro combinazioni. In esse domina una ricca ed elaborata natura vegetale, che l'Antonini individua in lacunari, cornici e capitelli, restituendola agli artisti suoi contemporanei:

"(...) usarono eziandio (gli Artefici dell'Antichità) la medesima diligenza, ed attenzione qualora, vollero far uso delle Piante, e de' Fiori, de' quali assai si valsero nell'adornare le loro ben intese opere di Architettura; riputando, che questi adornamenti fossero più sensibili a dilettare colla elegante varietà delle lor forme (...)".

Una natura, dunque, che si piega alle esigenze dei nuovi costruttori e decoratori del XVIII secolo, desiderosi di attingere agevolmente allo straordinario patrimonio di soluzioni ornamentali offerto dai monumenti e dalle rovine della città eterna. 


MANUALE
DI VARJ ORNAMENTI
TRATTI
DALLE FABBRICHE, E FRAMMENTI ANTICHI
PER USO, E COMMODO
De' Pittori, Scultori, Architetti,
Scarpellini, Stuccatori, Intagliatori di pietre e legni, Argentieri, Gioiellieri, Ricamatori, Ebanisti &c.
OPERA
RACCOLTA, DISEGNATA, ED INCISA
DA CARLO ANTONINI
VOLUME PRIMO
Che contiene la Serie de' Rosoni Antichi
esistenti in Roma











(Le immagini sono tratte dal sito: italianways.com)