lunedì 13 agosto 2012

Il Cedro, origini e diffusione


Prima specie di agrumi conosciuta in Europa, il Cedro deriva probabilmente da piante native delle zone tropicali e subtropicali del sud-est asiatico. Ma la più antica testimonianza della sua coltivazione ci è fornita dal ritrovamento di semi di Citrus medica Risso. presso gli scavi di Nippur, città sumerica a sud di Babilonia.
Esistono altre tracce storiche della coltivazione del Cedro nel medio e vicino oriente, ad esempio, la citazione biblica [Levitico, XXIII, 40] in cui si fa riferimento a questa specie, o alla varietà lageriformis Roem. forse importata in Palestina da Babilonia. Altro interessante documento è la moneta coniata da Simone Maccabeo durante i quattro anni della Redenzione di Sion (136 d.C.) recante la raffigurazione di un frutto di Cedro.
Fu con la conquista da parte di Alessandro Magno della Media e della Persia e con l’istituzione di vere e proprie campagne di raccolta di piante nelle terre sottomesse, che questo agrume giunse nel bacino mediterraneo. Teofrasto, nella sua Historia Plantarum [libro IV, cap. IV, 2], ne lasciò la più antica descrizione, seguita da quelle di Plinio [Naturalis Historia 12,15-16] e Virgilio [Georgiche, libro II]. 
I primi tentativi di acclimatazione del Cedro furono compiuti in Italia. Tentativi piuttosto difficoltosi a causa delle particolari esigenze colturali che questa specie presenta in climi piú freddi. Proprio per tali ragioni, la coltivazione del Cedro, pur avendo un discreto sviluppo nelle regioni meridionali d’Italia (specialmente in Calabria), fu sempre limitata, nel resto d'Europa, al decoro dei ricchi giardini aristocratici, conservando nei secoli un carattere di esotica ricercatezza.
A.T.
 

Citrus medica L. "Maxima", particolare
acquerello su cartone, Aurora Tazza
collezione privata


Theophrastus Eresius
De Historia Plantarum libri decem graecae et latinae
Amsterdam, edit. H. Laurentium, 1644
© Bibliothèque Interuniversitaire de Santé, Paris

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