domenica 20 gennaio 2013

Hans Simon Holtzbecker

Il Codice Gottorf

Non sappiamo molto di Hans Simon Holtzbecker. Conosciamo la sua città di origine, Amburgo, la parrocchia a cui apparteneva, St Petri, i committenti e la data della morte, 21 marzo 1671. Davvero troppo poco, anche per un profilo sintetico. Parlano di lui, piuttosto, le circa tremila splendide tavole botaniche che egli dipinse a gouache su pergamena, grandi tavole miniate raccolte in quattro florilegi: il Codice Gottorf, dipinto nel 1650 per Federico III, duca di Schleswig-Holstein-Gottorf (da cui sono tratte le tavole di agrumi qui inserite), un florilegio probabilmente dipinto per la moglie di Federico III, Duchessa Maria Elisabetta, il florilegio Anckelmann, firmato e datato 1660, dipinto per la famiglia Anckelmann di Amburgo e il Florilegium Moller, per il sindaco di quella stessa città.

Se in vita ebbe la fortuna di avere ottimi committenti (da qui l'utilizzo pressoché esclusivo di lussuose pergamene come supporti pittorici), dopo la morte, Hans Simon Holtzbecker fu dimenticato. Le sue opere non ebbero sorte migliore, furono infatti attribuite, nonostante ogni evidenza, ad un'altra importante artista botanica tedesca, Sibylla Merian (1647-1717), nota per una visione della natura e uno stile pittorico affatto diversi da quelli dell'Holtzbecker.
Solo nel 1989, grazie alle ricerche della Dott.ssa Helga de Cuveland (Der Gottorfer Codex), i quattro florilegi hanno trovato la loro corretta attribuzione.



Il Codice Gottorf, autentico trionfo di forme e colori, illustra in quattro volumi (365 pagine), ben 1180 essenze vegetali: fiori, frutti, arbusti, piante commestibili e medicinali coltivate nei giardini del Castello di Gottorf, uno fra i più importanti della Germania del nord. Ogni pagina del Codice reca da uno a dieci soggetti diversi.
Notevoli  la qualità della pennellata, la ricchezza dei dettagli e dei colori, la cui morbidezza e profondità risultano esaltate dall'uso della pergamena come supporto pittorico. 
L'Holtzbecker, affascinato dalle piante di agrumi coltivate nel castello di Gottorf, seppe cogliere con grande maestria la sontuosa opulenza dei rami di limone carichi di foglie e, soprattutto, la luce dorata che, provenendo dai frutti, investe le fronde, illuminandole.

Da notare, nella prima delle due tavole, il grande frutto di Pummelo (qui denominato Citrus decumana) il cui nome scientifico è Citrus maxima (Burm.) Merr., ovvero l'agrume cui si fa cenno nel precedente post, a proposito delle origini del Pompelmo.
In seguito all'occupazione  del castello da parte della Danimarca nel 1713, il Codice Gottorf, divenuto proprietà danese, fu inserito nella Biblioteca Reale. Nel 1749 i quattro volumi furono iscritti nei registri della Galleria Nazionale di Danimarca come "bottino di guerra".
 
 
Citrus decumana (Citrus maxima Burm.)
gouache su pergamena, H. S. Holtzbecker
Gottorfer Codex, 1649-1659
da Wikipedia

Citrus limon
gouache su pergamena, H. S. Holtzbecker
Gottorfer Codex, 1649-1659
da Wikipedia

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